Avrei voluto vivere negli anni ‘50. Avrei voluto un armadio pieno di vestiti a pois, di quelli dalla gonna ampia che ti fa venir voglia di girare su te stessa. 
Avrei voluto passare pomeriggi con i bigodini in testa nella sala di un parrucchiere di provincia, a chiacchierare con le amiche. Avrei voluto portare fiori tra i capelli, come fosse sempre primavera. E, il sabato sera, organizzare feste nel salotto buono della mamma, una di quelle feste in cui basta un giradischi e una buona compagnia a creare l’atmosfera. Mi sarebbe piaciuto andare al ballo della scuola, e ballare il rock ‘n’ roll tutta la notte, come a volte fa mio padre nei giorni di festa. E poi bere la Coca Cola nelle bottiglie di vetro, guidare una Cadillac con il vento tra i capelli e fare il bagno d’estate con il costume intero. Avrei voluto pranzare al tavolo di un fast food americano, di quelli con il pavimento a scacchi e gli sgabelli in pelle e poi scegliere la mia canzone preferita al jukebox, perchè, vi assicuro, quella canzone avrebbe avuto tutt’altro suono. E tutt’altro valore. Avrei voluto vivere nell’epoca in cui c’era ancora il corteggiamento, quello vero. E i baci fuori al portone di casa avevano ancora la loro magia. L’epoca in cui non esistevano cellulari, tablet, tantomeno Whatsapp. E l’unico modo di amare era guardarsi negli occhi. 

(via thesmelloflowers)

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(via infiniteattese)